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Sogno una comunità formata da fratelli e sorelle, ma il cui termine «fratello» o «sorella» non venga appiccicato addosso dall'abitudine, ma guadagnato, sudato da
tutti, giorno per giorno. Sogno una comunità in cui il «reale» sia la legge
fondamentale da cui dipendono tutte le altre leggi. Il reale: ossia queste
persone concrete, con questa mentalità, con questa cultura, con questa f ormazione, con queste doti, con questa età, in questa situazione particolare,
in questo ambiente, con questa missione da compiere, in questo tempo.
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Sogno una comunità in cui venga riconosciuto il primato della persona. E tutti siano convinti che il «bene comune» non può che coincidere sempre con il bene  delle singole persone. Una comunità costruita in rapporto alle persone. Una comunità in cui le strutture e le opere siano in funzione dell'equilibrio, dello  sviluppo, della crescita delle persone. •••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••
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Sogno una comunità nella quale l'uguaglianza fondamentale di tutti i membri
venga riconosciuta e accentuata con tutti i mezzi. Sogno una comunità in cui
manchino i privilegiati; semmai i privilegiati siano i piccoli, i deboli, gli
ultimi, una comunità nella quale domini la «mentalità della catena», secondo cui
la forza e la consistenza della catena nel suo insieme viene data dall'anello
più debole. ══════════════════ ╝
   
Sogno una comunità in cui non ci sia tempo da perdere per le sciocchezze e i pettegolezzi, per le insinuazioni, i sospetti, le maldicenze, le chiacchiere: dove ci si ama non c'è mai tempo da perdere, perché nulla ci può assorbire come l'amore. Una comunità in cui nessuno si prenda troppo sul serio, ma ognuno si senta preso sul serio dagli altri.
    
Sogno una comunità in cui venga scoraggiato bruscamente ogni tentativo, da
qualunque parte si manifesti, di parlare male di una persona assente. Una
comunità in cui tutti si trovino «al sicuro». Ossia ognuno si trovi al sicuro in
fatto di libertà, dignità, rispetto e, soprattutto, responsabilità personale.

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Sogno una comunità in cui ciascuno abbia il coraggio di esprimere liberamente il proprio pensiero. In cui le opinioni espresse dai singoli vengano prese in considerazione per il peso effettivo degli argomenti portati, e non per le altre valutazioni opportunistiche, autoritarie o emozionali. Una comunità in cui ogni membro venga considerato da tutti gli altri «uno di cui ci si può fidare». E ciascuno si impegni ad esserlo per davvero.
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Sogno una comunità nella quale tutti si lascino mettere in discussione e il l inguaggio sia schietto, e non si abbia paura della verità; anche perché lo
stile abituale è uno stile di verità che penetra, scomoda, ma non umilia
nessuno. Una verità che guarisce sia pure dolorosamente, ma non ferisce,
perché... felicità è poter dire la verità senza far piangere nessuno. ══════════════════ ╝
Sogno una comunità in cui tutti quelli che si «atteggiano» a maestri vengano condannati a vivere le parole; tutti quelli che si atteggiano a «giudici» vengano condannati a sentirsi complici. Una comunità in cui l'unico sospetto valido sia il sospetto che qualche fratello o sorella non ricevano la quota d'amore che spetta loro
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Sogno venti, cinquanta, mille comunità che dimostrino che.. ho sognato la realtà!
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